Formandala

Formandala è un progetto, un approccio ai materiali, un atteggiamento; un processo pensato come flusso liberatorio e performante, aldilà del mezzo utilizzato. Formandala è ricerca continua, è scoperta di se attraverso la materia. Formandala è lavoro duro, è conoscenza degli strumenti che permettono di volta in volta di realizzare la forma. Il primo formandala che ho realizzato ha preso forma installativa: dopo avere raccolto rami e radici lungo il fiume e averli preparati per gli innesti, ho liberato la forma nello spazio, fino ad arrivare a 70 metri circa di linee, lasciando che a guidarmi fosse lo spazio stesso, l’intuizione, l’umore. Così come fa la vita, questa linea corre, si interrompe, si avvita su se stessa, si dirama, diventa sottile, trattiene e rilascia esperienze, liberando o imprigionando energia. Quando i raccordi si fanno troppo sottili, l’innesto è gommoso, per evitare che la linea si spezzi. Un altro elemento fondamentale dell’installazione è la proiezione. L’opera, non formalizzata ma sempre nuova in base allo spazio, presenta di base dei video, girati in vari posti, che permettono di potenziare l’aspetto casuale della vita, dove la luce ha un valore energetico determinante.

Il secondo Formandala è bidimensionale e può trovare forma su tela, muro o essere posizionato a pavimento. Realizzato interamente con un sughero speciale, preparato per i sottopiatti da cucina, evocativo perchè ricchissimo di forme, anch’esso, come nel caso dei rami, cambia sempre la sua forma in base alla richiesta dello spazio. Questa soluzione si posiziona a metà strada tra pittura e scultura, in un processo potenzialmente all’infinito.